Come verifichiamo quello che pubblichiamo
Aggiornato il 5 agosto 2026
Scrivere di sonno è facile. Scriverne senza promettere otto ore a chiunque richiede più lavoro, ed è questo il metodo.
Da dove prendiamo le informazioni
Partiamo da materiale pubblico di servizi sanitari e organismi ufficiali: il servizio sanitario nazionale britannico (NHS), il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e centri clinici con materiale informativo per i pazienti. Sono fonti scritte per il pubblico, riviste da professionisti e aggiornate con regolarità.
Quando un articolo si appoggia a un singolo studio, lo diciamo. Uno studio è un indizio, non una conclusione.
In fondo a ogni articolo c’è l’elenco delle fonti consultate, con collegamento diretto ogni volta che la fonte è pubblicata ad accesso libero. Quando la fonte non è un organismo pubblico — una società scientifica, una rivista o un’organizzazione finanziata dall’industria — lo scriviamo nell’elenco stesso. Così può pesare l’origine senza doverla andare a cercare.
Cosa facciamo quando una risposta non c’è
Diciamo che non c’è. È la parte che ci distingue da gran parte di quello che si legge sul sonno, ed è anche il motivo per cui alcuni testi finiscono senza una raccomandazione netta.
Quando gli specialisti discutono, descriviamo la discussione invece di scegliere il lato che si scrive meglio.
Cosa non pubblichiamo
- Numeri senza origine. Se non riusciamo a dire da dove viene una percentuale, la percentuale non entra.
- Protocolli con nome proprio presentati come soluzione del sonno.
- Elenchi di alimenti che «riparano» o «distruggono» il sonno.
- Raccomandazioni di integratori nei testi redazionali.
- Punteggi di sonno di braccialetti e app presentati come diagnosi.
- Tempi garantiti per tornare a dormire.
Segnali di allarme invece di consigli
Diversi articoli contengono un riquadro che dice quando smettere di leggere e prendere appuntamento. È lì di proposito. Un articolo di salute che non manda mai nessuno dal medico sta facendo male il suo lavoro.
Claim sugli integratori
Quando una pagina cita una sostanza contenuta in un integratore, riportiamo soltanto le indicazioni autorizzate dal Regolamento (UE) 432/2012 e le condizioni d’uso che quel regolamento impone, così come compaiono in etichetta. Non ampliamo il significato di una indicazione autorizzata e non attribuiamo a un integratore la capacità di curare, prevenire o trattare una malattia: la legge lo vieta e il buon senso pure.
Correzioni
Se trova un errore, scriva a contact@orepiccole.com. Correggiamo il testo e la data di aggiornamento riflette la correzione.
Pubblicità
Nulla di tutto questo vale per i contenuti a pagamento, che sono scritti dall’inserzionista e identificati come tali. Le regole sono nell’informativa pubblicitaria.